mercoledì 1 luglio 2009

Devastato da atto vandalico lo Spazio Sociale Parco San Gennaro

Stamattina abbiamo avuto una bruttissima sorpresa: lo spazio sociale autogestito del parco San Gennaro alla Sanità era stato devastato, distrutti i servizi igienici, trafugato un computer con cui si tenevano i corsi di informatica per i bambini, danneggiate alcune giostre, gettate all'aria la documentazione sulle attività che il Comitato del parco sociale svolge da un anno a titolo assolutamente gratuito e con una partecipazione aperta a tutti, tramite l'assemblea di gestione.
Inizialmente abbiamo pensato a un grave atto vandalico, ma poi il custode del parco (della napoliservizi), ci ha anche riferito che in mattinata due persone adulte sullo scooter sono passate recapitando una pesante minaccia indirizzata al Comitato: "Il comitato deve lasciare il parco, perchè dobbiamo fare le cose nostre..."!! Noi non sappiamo chi sia il committente di quest'azione, se persegua finalità speculative e/o elettoral , ma magari la presenza di una rete sociale no-profit, estranea a partiti e interessi economici, è considerata da costoro un ostacolo da eliminare e non una risorsa culturale e civile! Dal 2 maggio del 2008 come gruppo di cittadini e attivisti sensibili all'autogestione come strumento di cambiamento della socialità e della città, insieme alle persone della rete sanità di Alex Zanotelli, ai ragazzi ed agli abitanti della zona, abbiamo ri-aperto il parco San Gennaro, costruito e mai inaugurato e l'abbiamo restituito al quartiere, permettendo a tutti di poterlo vivere, di poter godere di uno spazio verde, uno dei pochi in questa città. Abbiamo, di fatto con la nostra iniziativa, costretto il comune a completarlo! Ma non ci siamo limitati a questo. Abbiamo reso un semplice giardino pubblico un luogo di socialità, di incontro, di aggregazione. Un posto in cui i più piccoli in particolare, il futuro di questa città, potessero sperimentare un modo nuovo di stare insieme, libero dalle logiche di violenza, di aggressività, di brutalità, che sempre più, sopratutto negli ultimi tempi, stanno caratterizzando la città di Napoli. Sono tante le iniziative che abbiamo costruito da un anno a questa parte. I laboratori (di “giocoleria”, informatica, di arti figurative) per i bambini; le feste ed i concerti, liberi e gratuiti, momenti importanti di socializzazione, in un quartiere che non ha altri spazi comuni di incontro. Ma anche sportelli di informazione sul diritto alla casa e sui diritti di cittadinanza. Il mese scorso, un torneo di calcio antirazzista con i ragazzi napoletani della sanità e del centro storico insieme a quelli delle comunità Rom e srilankerse per consentire di superare quelle barriere culturali che generano intollerabili episodi di razzismo ed esclusione sociale. Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo sempre fatto spinti unicamente dal desiderio e dalla volontà di provare a cambiare questo quartiere, questa città, questa società. Evidentemente però, a qualcuno tutto questo non e' piaciuto! Evidentemente qualcuno non sopporta che in un quartiere come questo esistano spazi liberi da interessi economici, facili guadagni, facili speculazioni. Da circa due mesi, infatti, all'interno del Parco San Gennaro si ripetono senza sosta episodi minori di vandalismo. In un primo momento abbiamo pensato a stupide ragazzate, azioni fastidiose, ma senza troppa importanza. Ma il ripetersi costante e sempre più grave di simili episodi ed il fatto che si concentrassero sempre e solo sulla struttura che ospita le assemblee di gestione del Parco sociale, c'ha fatto immaginare , verosimilmente, scenari ben peggiori. Ad una situazione già grave, come quest'ultima, si sono aggiunte le minacce fatte al custode della Napoli Servizi ma indirizzate a noi. Ma noi non abbiamo nessuna intenzione di sottostare a minacce di questo tipo! Non abbiamo nessuna intenzione di cedere a pressioni che vengono da fuori e che vorrebbero probabilmente trasformare questo posto in una macchina per fare soldi. Non abbiamo nessuna intenzione di far diventare il parco “proprietà privata”. La nostra reazione sarà diversa dalla loro violenza. Agiremo come sempre pubblicamente, alla luce del sole, insieme a chi vive quotidianamente questo parco. Venerdì 3 Luglio alle ore 17 lanciamo una giornata di comunicazione in difesa del Parco San Gennaro e facciamo appello agli abitanti del quartiere, a tutti i cittadini napoletani, agli artisti, alle sensibilità democratiche, di sostenere questa esperienza rispetto alla barbarie. Il Parco e' di tutti e tutte ! Resisteremo un minuto in più delle loro minacce ! Noi non abbiamo paura ! [Comitato "Parco sociale San Gennaro" - Spazio sociale "Rita Parisi"].

sabato 27 giugno 2009

DISCARICA SANITA'

SALITA SCUDILLO, SALITA CAPODIMONTE E VIA SERBATORIO ALLA SCUDILLO

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SONO ANNI CHE I FIRIUTI SOLIDI URBANI E TOSSICI SONO DEPOSITATI INDISCRIMINATAMENTE [+Blogger]

giovedì 25 giugno 2009

LA GUERRA FA BENE

Quando ho visto su internet il video della ragazza uccisa in Iran da una pallottola vacante, dopodichè gli occhi hanno incominciato ad aver paura e poi il sangue dalla bocca l’ha ferita a morte, la pancia ha incominciato a farmi male, sentivo conati di vomito uscire dalla mia gola e dalle orecchie, il bassoventre mi doleva e la testa incominciava a girarmi. Nel mondo la guerra non è mai finita, è iniziata con Adamo e non terminerà mai. Jorge Amado nel libro “Teresa Battista, stanca della guerra” afferma che non sarebbe possibile mantenere in vita tutti gli uomini, le donne e i bambini della terra, l’economia impazzirebbe e i ricchi non potrebbero più soddisfare i proprio bisogni. La guerra è una esigenza politica e economica atta a mantenere i privilegi. Del resto anche gli “operai della camorra” muoiono nell’indifferenza della gente (vedi post del…). Cosa si può dire? Cosa si può fare? Amare? Amare l’assassino? Amare colui che stupra le bambine appena diventate vergini? Come gli uomini, vecchi bavosi, che in sud america, e nei paesi poveri, vanno in cerca di sesso fresco e di latte, così le esigenze di un mondo che deve seminare morte, impiccagioni di massa, fosse comuni, campi di concentramento, torture…
In Brasile gli squadroni della morte ammazzavano i bambini per strada, facendogli schizzare il cervello fuori la testa; in Messico le donne venivano appesa a testa i giù e tortura con una cintura di cuoio spessa 3 centimetri e 12 nodi; in Nicaragua la gente veniva bruciata viva nelle proprie abitazioni; in Africa si mandano i bambini a scavare terra sotto un cumulo di detriti infetti, dopo pochi mesi quest’ultimi venivano invasi da pustole e pus per tutto il corpo, nel bruciore più atroce e nelle sofferenze più terribili. In tutto il mondo la sofferenza inflitta agli altri fa godere. Meglio vedere una donna stuprata con una mazza, o un collo di bottiglia rotto, rompere l’ano con un colpo di Kalashnikov ad un uomo privo di braccia e di gambe, “piegare” con un ferro da stiro rovente il sesso di una persona… mi fermo, ho voglia di vomitare, e vomiterei in faccia a colui che parla di libertà e di mondo democratico. La democrazia nel mondo è una utopia perché il male eccita ed è funzionale alla sopravvivenza. Fintantoché ci saranno i superricchi, uomini che guadagnano 12mila dollari al minuto lavandosi nell’oro le loro facce cucite a perfezione dall’ultimo chirurgo plastico, allora le persecuzioni, le rappresaglie, le stragi e le guerre non cesseranno. Il male è sempre più affascinate… vecchia lussuosa frase.

domenica 21 giugno 2009

IL MINISTRO DELLE FOGNE PUBBLICHE

LA LAVA DEI VERGINI - Come ogni anno la Sanità si allaga. La vallata abbandonata non è mai stata così piena d’acqua come questa notte. Intorno alle 03,00 l’antica lava dei Vergini ritorna facendo danni nell’indifferenza dell’amministrazione. Debolezza dei cittadini, menefreghismo dei responsabili. Dove sta Cigliano, colui che è stato eletto alla provincia grazie ai voti del rione? Alla via Sanità, un basso si è riempito d’acqua in modo sproporzionato rischiano di far morire le persone e i bambini che ci abitano. Certo, anche per quella abitazione improvvisata è passato il messo con i suoi bei manifestini elettorali. Moltissimi negozi hanno subito danni e la lava ha costretto i commercianti a fare gli straordinari, svegliandoli da un sonno “liberatore”. Potremmo dire che la III Municipalità sarà interessata da quest’ultimo avvenimento? Intanto l’alta marea nel rione ha i suoi effetti benefici, sveglia la gente dal sonno, come un terremoto che minaccia solo il rione (anche parte di Napoli è interessata a questo fenomeno, anche se i media non hanno mai parlato della lava dei Vergini… ignoranti!), l’acqua penetra facendo scoppiare i tombini, le latrine e minaccia l’incolumità della gente. Ma voi credete che tutto questo smuoverà qualche responsabile? Propongo un ministro solo per il quartiere Sanità: il ministro delle fogne pubbliche. [+Blogger]

sabato 20 giugno 2009

"LO STIVALE CHE PUZZA"

Non c’è paragone, quello che sta succedendo in Italia in questi ultimi anni non ha precedenti. Così la stampa internazionale bolla la politica italiana, il governo e le sue discutibili scelte. Giornali come Open Democracy, The Indipendent e The Time (inglesi), come Frankfurter e Suddeutsche Zeintung (tedeschi), La Vanguardia (spagnolo) The new Republic (usa), Le Monde (francese), Sud Quotidien (Senegal), tutti sembrano essere d’accordo sul fatto che in Italia non si contrasta abbastanza la criminalità organizzata e la pubblica amministrazione refrattaria, inoltre le politiche xenofobe e le battutacce rendono ancora più infermo un paese che ormai sprofonda nel vittimismo dei politici e nell’assuefazione della cosa pubblica. Poco tempo fa il giornale, der spiegel (tedesco), ha pubblicato in copertina un titolo sprezzante: “Lo stivale che puzza” [fonte, Internazionale n°791]. Josè Saramago, premio nobel per la letteratura, ha scritto un libro che la casa editrice Enaudi non ha inteso pubblicato: conteneva affermazioni sul nostro primo ministro abbastanza forti.
Il problema vero è che si legge poco e si guarda molta televisione. Tutto quello esce dal piccolo schermo ricalca “le ali della criticità e moralità assoluta”. Proprio perché milioni di telespettatori guardano “passivamente” la tv la sensazione è che l’latro, dal di dentro, emani sicurezza, oggettività e certezze. La passività non è quella di non sapere dove e che fare, ma l’esatto contrario, ossia azionarsi per sapere e vedere all’interno di una conoscenza generalizzata. D’altronde anche la sinistra (o quello che resta di essa) ha mostrato gravi segni di cedimento nel momento in cui ha attaccato Berlusconi con argomenti di gossip da prima serata, senza discernere ulteriormente la vera critica e le vere argomentazioni. Anche molti intellettuali hanno pensato di smontare Silvio attraverso le sue vicende personali, senza rendersi conto che in questo modo fanno il gioco dell’avversario. Gli italiani non sono un popolo di forsennati, l’attuale crisi economica crea ambizioni e disagi spostando l’asse d’interesse più verso il gruppo che verso l’individuo. Le leggi razziste della Lega Nord non si combattono a furor di popolo ma cercando di far capire l’inutilità e l’ignoranza che ricoprono tali provvedimenti. In tv questo non è possibile, quindi non bisogna cavalcare l’onda vincente. Pensate a quello che è successo a Bertinotti: la troppa televisione lo ha distrutto. De Magistris ha preso oltre 400mila preferenze, proprio perché in televisione ci va poco, ma attenzione giovedì 11 e ieri 15 giugno già l’ex magistrato ha partecipato ad Anno Zero e Porta a Porta. Anche Vladimir Luxuria credendo di combattere per una giusta causa è stata totalmente annientata degli inserzionisti della televisione.
Io non credo che si possa fare una opposizione seria quando si ricalca reciprocamente gli sbagli degli altri. Ma le proposte serie della sinistra quali sono state? In effetti queste è una domanda così semplice che basta chiedere a chiunque per avere una giusta risposta risolutiva. Chi sa perché i nostri politici non riesco a formularla. Bé, proviamo a spiegarlo noi, proposte di legge chiare e plebiscitarie: 1) visto che i salari egli stipendi non aumentano da oltre 30 anni, un minimo per legge di eruo 1.500 a 2.500 mensili. 2) eliminazione dei contratti a progetto e di tutti quelli che non danno un minimo di garanzia per il posto di lavoro. 3) regolamentazione degli affitti di case, non al libero arbitrio del proprietario. Queste tre piccole semplici norme basterebbero per spostare una marea di voti utili per governare. Ma evidentemente i legislatore non le sa scrivere.
Ci dicono che non è possibile fermare gli ingaggi record di calcio, della formula1 del moto mondiale perché regolate da diverse “leggi liberiste” tutte diverse nel mondo, ma allora come mai con internet che vige la stessa “anarchia valutativa” l’Italia sta varando una serie di leggi per bloccare il flusso incondizionato di informazione? E’ assurdo, basterebbe che i proventi di ingaggi record venissero prima stabiliti e poi tassati come norma specifica, mi spiego meglio: se ad un calciatore gli si dice di vivere con 500mila euro l’anno, è una somma da ricchi e per i diversi anni avrà acquistato una indipendenza economica tale da godere per tutta la vita. Se l’ingaggio per le società è di 5milioni di euro annue i restanti 4,5milioni di eruo verrebbero ridistribuiti creando lavoro, occupazione e aumento di stipendio per tutti. Pensate quanti soldi e quanti operai e impiegati potrebbero beneficiare di uno stipendio i 2.000 euro. Dividendo 1.000euro per operaio e impiegato ne beneficerebbero 4.500 persone. Una ricchezza per tutti, invece noi preferiamo dare 10milioni di euro a stagione ad un certo giocatore o allenatore… assurdo? Ma d’altronde ci dicono che l’economia è un’atra cosa… dobbiamo crederci se dicono cosi!!!
La politica italiana ha raggiunto livelli parossistici: parlamentari sotto processo e qualcuno condannato. Ma l’Italia continua a premiarli, è il paradosso mediatico che a volte è un boomerang inarrestabile, converte la maldicenza e tutti hanno imparato la lezione. Colpa severa è degli intellettuali che da tempo non reagiscono. Forse è vero che lo stivale puzza. Puzza perché la transizione dura da anni, gli italiani vivono in una “crepa sociale” stetti tra l’immaginazione e la passività. Colpa del grande fratello orwelliano che da una parte ha fatto proliferare il qualunquismo e dall’altra ha appiattito le attese. L’affermazione: “hai un lavoro?, che fortuna!”, è aberrante. [+Blogger]

domenica 14 giugno 2009

BLOCCARE INTERNET

E' passato l'emendamento D'Alia. L´attacco finale alla democrazia è iniziato! Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l´obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D´ Alia (UDC), è stato introdotto l`articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a “disobbedire” a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all´estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L´attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, i blog scomodi e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi rendete conto? Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. [Internet]

martedì 9 giugno 2009

BUENOS AIRES - SANITA'

Una delegazione Napoletana ha partecipato all’XI Festival dei Diritti Umani di Buenos Aires organizzato dall’Associazione Cinema e Diritti. Gli appuntamenti e i film trasmessi hanno permesso di incontrare immigrati, ebrei scappati dall’Europa, Italiani esiliati e napoletani in cerca di lavoro e di prosperità. In molti convegni, dopo la programmazione, abbiamo parlato con le Madri di Placa de Majo, con le organizzazione di operai, di contadini e donne che si impegnano in una progettazione continua e costante per il benessere della collettività. Il concetto di collettività è visto attraverso l’impegno politico e sociale e attraverso la storia che ha insanguinato il sud America. L’unione collettiva e la gestione del patrimonio culturale è ricordato, con assunzione di responsabilità, da giovani, giovanissimi, adulti e anziani. Dal quartiere Palermo alla Boca la partecipazione politica attraverso il ricordo e la condivisione è continuamente sensibilizzata e partecipata. Il senso dell’organizzazione sta al di fuori della concezione Istituzionale, si apprende grazie alle proprie forze, senza sfrenati individualismi o personalismi e il senso del globale appare più “ristretto” e immediato.
Noi del rione Sanità siamo ben lieti di aver appreso questa lezione di civiltà “nascosta”. Abbiamo appreso l’importanza (anche se 10 giorni sono davvero pochi per poter trarre conclusioni, ma azzardiamo una semplice spiegazione solo perché l’entusiasmo non è ancora cessato), dell’auto-organizzazione e auto-gestione, un po’ come hanno fatto anche le donne della Via San Gennaro dei Poveri occupando il parco Rita Parisi. O come fa Gennarino che pulisce senza essere pagato il parco degli Aranci della Via Cinesi: è un esempio di integrazione e di organizzazione sud Americana. Susì che si batte per i malati mentali, Francesco che da solo ha sostenuto la campagna No-Felix, la Rete Sanità che continua la sua “lotta” per fare in modo che venga riconosciuto la “giusta dignità” alle persone del rione, essi sono tutti esempi di attivismo che in un certo qual modo possono essere paragonate al cooperativismo spontaneo Argentino. Anche se con qualche stonatura tutta italiana, l’importanza di descrivere e attivarsi per un qualcosa che migliora le nostre attese, è la prerogativa dominate che incoraggia ad andare avanti nel rispetto degli altri e soprattutto nel riconoscimento della nostra storia e della nostra dignità. [+Blogger]

sabato 6 giugno 2009

SPORCHE ELEZIONI

MA COME SI FA A CANDIDARE QUALCUNO/A CHE PRIMA ANCORA DI ESSERE VOTATO/A GIA’ COMMETTE ILLECITO/?

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MA COM’E’ POSSIBILE CHE CHI DOVREBBE DARE "ESEMPIO DI PULIZIA" CONTRIBUISCE A SPORCARE MAGGIORMENTE IL QUARTIERE?

lunedì 25 maggio 2009

Ma come si fa a votare qualcuno che prima ancora di chiedere la preferenza già commette un reato?

Il rione sanità è infestato dai manifesti elettorali. Manifesti che deturpano l’ambiente, le strade, le piazze, le vie e i vicoli. Ma la legge non dice che è reato attaccare manifesti elettorali laddove non sono previsti?; essi dovrebbero essere attaccati solo sui tabelloni elettorali messi apposta per le elezioni. Invece non è così, i manifesti giganti sono attaccati sui muri del palazzo dello “Spagnuolo”, uno dei palazzi più belli di Napoli, a circa tre metri e mezzo d’altezza; poi per tutto il quartiere. Nell’ex-Ospedale San Camillo alle Fontanelle una parete intera è ricoperta da gigantografie elettorali. Ma vediamo chi dovremmo andare a votare, per la sezione Stella/San Carlo (parte), in ordine di attacchinaggio selvaggio: Vincenzo Perez, Dario Cigliano e Anna Palombo, praticamente il rione è invaso da questi “nomi” attaccati in modo indiscriminato sulle pareti dei palazzi. Seguono, Armida Filippelli, Andrea Cozzolino, Antonio Pianelli. Timidamente Francesco Ruotolo. Presi d’assalto via Vergini, via Arena e via Sanità, Piazza Sanità, via Mario Pagano, via Fontanelle, San Gennaro dei Poveri, via Stella ecc, ecc. Faccio un’altra domanda a questi signori? Ma voi che vi presentate per questa circoscrizione non dovreste avere nel vostro programma elettorale anche la manutenzione e pulizia del rione? E se pure non fosse così, non avete a cuore i numerosissimi monumenti storici del quartiere? Come mai invece di contribuire a pulire sporcate? Spero che almeno dopo le elezioni abbiate la stessa "bontà", così come li avete messi, di far togliere dai muri i manifesti elettorali. (l’articolo continua attraverso il monitoraggio: casomai dovesse sbucare qualche altro nome). [+Blogger]

sabato 23 maggio 2009

SONO "INCAZZATA" CON LE COSE E CON LE PAROLE

Sono un ammalata (sfortunatamente), o forse lo ero, oncologica, e sono una Gastrectomizzata che in termini medici vuol dire non avere più lo stomaco. Beh, ora vi chiederete cosa voglio è perché sto scrivendo questo: vi informo che sono sempre più amareggiata poiché ho un cancro e non una malattia rara. Non posso avere i farmaci gratis, direi che è poco “incazzarsi” di tutto quello che succede intorno alla vita di un ammalato; la cosa che devo solo aggiungere che, passati quasi 9 anni, posso forse ritenermi fuori dalla malattia ma il problema grande è che avendo una grave anemia devo curarmi con dei farmaci molto costosi e a pagamento. Non è giusto! Sono stata informata che poiché la mia malattia è un cancro (non una malattia rara), lo stato non può passare i medicinali. Non ho parole, chiedo solo la partecipazione di tutte le persone che leggendo il mio sfogo si possano unire alla mia battaglia che sarà quella di aiutare le fasce più deboli. Oggi le istituzioni pur di tagliare tutto ed economizzare, non si pongono la domanda principale che è quella del reddito familiare di ogni cittadino. Ma com’è possibile che con una misera pensione di euro 265 al mese devi permetterti il lusso di spendere quasi euro 200 di farmaci ed infermiere x tutta la sopravvivenza. Non ho più parole da aggiungere vorrei solo che questo mio sfogo non rimanesse inascoltato, Saluti. [ASSUNTA MORRA]

mercoledì 20 maggio 2009

TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE

La terza Domenica alla Sanità. Sono trascorsi diversi anni da quando partecipai per la prima volta agli incontri della Terza domenica alla Sanità. Ciò che mi colpì fu constatare che, proprio di domenica, giornata in cui la maggior parte delle persone trascorre ore e ore a farsi stordire dal troppo cibo e imbalsamare dal calcio, un gruppo eterogeneo di persone si incontra per pregare e per poi trasformare questa preghiera in azione, in forza rinnovatrice. Dopo una vita trascorsa in una realtà dalla quale avevo percepito solo un malessere etico, quella prima volta alla Sanità fui sorpreso di ritrovarmi, e in parte rinascere, in questa piccola comunità di resistenza. Una realtà simile alle prime comunità cristiane che si opponevano a quel sistema ingiusto che Gesù aveva sfidato e condannato. Fin dalla prima volta ho percepito questa analogia con i vari gruppetti cristiani che duemila anni fa si organizzavano sulla scia di Gesù. Piccole comunità che veramente cercavano, tra le mille difficoltà, di essere Suoi testimoni, il che significava essere scomodi e quindi anche dei bersagli; l’antitesi dell’odierno atteggiamento curiale che ormai, da troppo tempo, sembra essersi trasformato in un comodo poggiapiedi per il potente di turno invece che voce critica. Del resto questi incontri alla Sanità sono la prova che esiste anche una chiesa altra, una chiesa fatta da uomini e donne straordinariamente accoglienti, sempre pronti ad elargire un sorriso o una parola di speranza e soprattutto esempio concreto di esistenze alternative. Non ero mai stato alla Sanità, neanche di passaggio. Iniziando a scendere mi venne in mente l’analogia che padre Alex aveva fatto con Korogocho: anche alla Sanità, come nella baraccopoli africana, occorre scendere in giù, in basso. Del resto è proprio dal basso che occorre che parta una forte richiesta di Giustizia, perché chi è già è in alto non ha alcun interesse al cambiamento. Proprio alla Sanità, ove quel costante sciame di motorini sembra ricorda delle pericolose api impazzite, ho conosciuto uomini e donne che mi hanno dato la certezza che un futuro altro è possibile, occorre impegnarsi per costruirlo. Del resto è proprio la speranza e l’impegno in una realtà alternativa che guida gli incontri della Terza domenica, senza di essa ne morirebbe lo spirito, lo spirito di Gesù che chiaramente si sente. A mio avviso sono proprio queste le prove che il mondo non è governato dal caos ma da una mente creativa che ci invita a diventare strumenti di giustizia, altrimenti non sarebbe possibile che proprio da un luogo cosi estremo, così apparentemente arido, possano sgorgare fonti così inesauribili. Penso a Rosario e al suo lavoro per i tossicodipendenti, penso all’extracomunitario Mauro che ha lasciato le larghe e comode strade di Roma per camminare con gli ultimi nei stretti e poco luminosi vicoli della Sanità. Penso al lavoro di un vero artista come il prof. Dalisi che invece di rivestirsi di arroganza come sovente fanno molti suoi colleghi, mette a disposizione di tanti giovani del quartiere il suo talento, la sua straordinaria semplicità che rendono uniche le sue opere. Penso alla cara Felicetta, alla sua capacità di darsi al prossimo, alla sua insostituibile vicinanza a padre Alex, all’iniziativa che porta avanti dell’euro al giorno che è ausilio concreto per alcune tra le più bisognose famiglie del quartiere. Io mi reputo un uomo in cammino e devo dire che se sono sulla strada giusta è grazie ai tanti volti che ho incontrato alla Terza Domenica che, con la loro testimonianza, mi hanno indicato la strada. Uomini e donne a volte anche non credenti, ma che partecipano a queste riunioni con trasporto e che, grazie al loro impegno per il cambiamento, diventano testimoni di Cristo più dei tanti che credono di esserlo solo perché la domenica vanno a messa. Questi incontri alla Sanità sembrano riecheggiare le sante parole di Gustavo Gutierrez quando sosteneva che prima viene l’impegno, la carità, il servizio e poi la teologia. Tutte queste straordinarie risorse che si incontrano alla Sanità sono guidate da quella grande anima che è padre Alex Zanotelli, che di sicuro è il grande catalizzatore delle tante energie positive che nascono in questi incontri mensili. Incontri che iniziano la mattina durante i quali si ascolta la Parola e poi, dopo riflessioni personali ci si confronta in piccoli gruppi. Il pranzo è un altro momento di gioia: si diventa compagni nel vero significato del termine che significa spezzare insieme il pane. Poi l’attualizzazione della Parola che rende vivo il significato del termine cristiano cioè vivere al fianco degli ultimi e far proprie battaglie di giustizia come quella sui rifiuti e a favore dell’acqua pubblica. La giornata termina con la coinvolgente messa di padre Alex in cui c’è spazio anche per ascoltare cosa è nato nel confronto dei gruppi. Quando la messa termina e con essa anche la giornata, si è talmente carichi di energia positiva che uscendo dal portone si comprende il vero significato del rione Sanità, ci si rende conto che il cuore di Dio pulsa in vicoli come questi e non nelle lussuose boulevard parigine o nelle scintillanti avenue americane. [Gianluca Ferrara]

venerdì 15 maggio 2009

TRISTE SANITA'

Caro Alex, prendo spunto da un libro che sto leggendo, e faccio mie alcune frasi di Orhan Pamuk, per rispondenti, e allo stesso tempo, capire il tuo sfogo e la tua indignazione. L’articolo che hai scritto è pieno di collera, stupore, risentimento e amore. Ma nelle tue parole ho notato soprattutto una dolorosa tristezza, quella che accomuna un po’ tutti gli abitanti di Napoli. Istambul, per l’autore del libro, è una città in bianco e nero, così come oggi lo è Napoli, la periferia, la politica… il potere. E’ triste il mercato alla via Vergini, sono triste le persone che fanno la spesa, che vanno a lavorare la mattina presto, che giocano la bollette il venerdì sera o il sabato, che vanno a messa la domenica. È triste la predica di padre Antonio Lofferdo, sono tristi i manifesti elettorali, i tifosi del Napoli calcio, i professori della Scuola Caracciolo, i venditori di hashish. Noto la tristezza di un adolescente che trasporta sul proprio scooter un bambino di pochi mesi; la miriade di motorini che sfreccia per via Sanità, l’auto che ogni fine settimana passa per i vicoli e per le strade del rione vendendo i cd, i venditori ambulanti di pane, noccioline, pesce, frutta e verdura; il nuovo Pub che da poco, in piazza Sanità, vende panini e birre; il solarium e le donne che vanno a farsi scurire la pelle, i bambini che non sanno dove giocare, i disoccupati e i camorristi, il vicolo scuro e la basilica illuminata… tutto indica una tristezza senza senso e senza fondamentaLa tristezza di cui sto parlando, però, non deve far confondere, essa non è la melanconia ma, come Pamuk ci insegna, è invece uno stato di cosa sociale, che vive il suo momento e che può essere cancellata. L’autore di Istambul dice: “ Quando percepiamo a fondo questo sentimento, e i paesaggi, gli angoli, le persone che lo trasmettano alla città, quando ci cresciamo insieme, a un certo punto quella sensazione di tristezza… , acquista forme sempre più concrete ed evidenti”. Il premio Nobel ci dice che la differenza sta proprio nella cultura di un popolo, che ha subito in parte una estrema povertà… e che “la storia e i ricordi delle vittorie e civiltà passate siano ancora ben visibili”. Napoli ha subito governanti che parlavano lingue differenti. Il popolo è anarchico così come lo è la democrazia. La tristezza di chi vive alla via Scudillo chiusa da decenni è la stessa di chi parla senza essere ascoltato, di chi muore ucciso senza potersi vergognare, di chi interagisce con spintoni, urla, avidità è modestia. Gli artigiani ricordano con nostalgia i vecchi guantai, falegnami, pellettieri, calzolai ecc, ecc., mentre il plasmarsi di una nuova cultura che interagisce sempre di più con il passato, crea una socialità altra che in parte ci fa sgomentare e in parte ci fa attendere. Oggi l’attesa e la tristezza sono ancora due concetti confusi. [+Blogger]

giovedì 14 maggio 2009

"L'URLO" DI ALEX ZANOTELLI

Lunedì 11 maggio 2009, alle ore 16, davanti al Bar dei Vergini, Mariano Bacioterracino, 53 anni, chiamato Tuttù,viene ammazzato da un giovane in motocicletta, che spara vari colpi in mezzo alla gente, seminando il panico. Un altro omicidio, altro sangue su questa strada che ne aveva già visto tanto. Sangue umano che continua a scorrere qui, in mezzo a noi. Ne rimango pietrificato, ma soprattutto dall’indifferenza della gente. La vita alla Sanità è proseguita e prosegue tranquilla, come se niente fosse successo. Ieri ai Vergini e in tutta la Sanità tutto sembrava tranquillo. Al di là di qualche commento a bassa voce, al di là di qualche occhiata furtiva al luogo dell’omicidio… silenzio! E’ questo silenzio che mi spaventa, è questa indifferenza della gente davanti al sangue umano che mi terrorizza! Ma perché tanta indifferenza? Ci siamo forse assuefatti al sangue umano? C’è qualcosa che non va con noi cittadini della Sanità? Come è possibile vedere, il giorno dopo l’omicidio, la Madonna dell’Arco passare in processione per le nostre strade e concludere con una rapsodia di petardi che hanno illuminato la notte? Tutto come se non fosse successo nulla. Tutto nella totale indifferenza. Come cristiano, come missionario non posso accettare tutto questo. Sento che devo gridare il mio disaccordo, la mia protesta. Qualcuno mi dirà che Bacioterracino era “il capobanda delle fogne”, che era un delinquente.., ma è sempre un uomo, è sempre sangue umano. La sua uccisione deruba tutti noi di un pezzo di umanità poiché è stato ucciso come si ammazza un cane, nella totale indifferenza. E ci meravigliamo poi che i nostri ragazzi crescono come stanno crescendo? Dobbiamo tutti convertirci e diventare più umani, più capaci di compassione. [Alex Zanotelli]

lunedì 11 maggio 2009

PONTICELLI INCONTRA LA SANITA’

"L'ARCI MOVIE DI PONTICELLI DISCUTE DEL RIONE SANITA' CON LA SUA GENTE". INTERVENTO DI ALEX ZANOTELLI E PROIEZIONE DI UN DOCUMENTARIO GIRATO NELL'ESTATE 2008 NEL QUARTIERE



Il 19 maggio ’09 alle ore 20,00 al teatro Pierrot di Ponticelli incontro PONTICELLI/SANITA’. L'Arci Movie ha invitato Alex Zanotelli a discutere del rione sanità. Al termine la visione del film girato nel quartiere Sanità “I Moti Spontanei” in concorso al Festival di Buenos Aires (Argentina)
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mercoledì 6 maggio 2009

LEGGIFILMSANITA'

"LA DECIMA VITTIMA"
di Elio Petri

lunedì 4 maggio 2009

STRATEGIA RIFIUTO ZERO

Riduzione: quando fai la spesa, preferisci prodotti senza imballaggi, produrrai meno rifiuti; quando fai la spesa, usa il sacchetto di stoffa, così non dovrai buttarlo; quando fai la spesa, evita di comprare prodotti usa e getta. Riuso: se scegli prodotti alla spina (alimentari, detersivi, ecc.) userai sempre gli stessi contenitori e produrrai meno rifiuti; sai che una volta esisteva il vuoto a rendere? L’olio usato delle fritture viene trasformato in candele, saponi biodiesel, ecc. Riciclaggio: i rifiuto organici (avanzi di cibo, ecc) diventano concime attraverso il compostaggio; la carta usata ridiventa carta nuova; il vetro va alle vetrerie; i metalli vengono fusi e riutilizzati; il legno va ai mobilifici; la plastica diventa mille nuovi prodotti; da tutto il resto indifferenziato si ricava materiale edilizio. Osservare questi principi ci fa risparmiare energia, produrre nuovi prodotti ne costa di più di quanta ne occorre per riciclarli! Se è possibile quindi trattare i rifiuti in questo modo, è proprio necessario incendiarli o sversarli in discarica? NON INQUINARE LA TUA CITTA’ Per il ritiro a domicilio dei tuoi rifiuti ingombranti: cucine, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, condizionatori, televisori e monitor, elettrodomestici, apparecchiature informatiche. Ingombranti: mobili, materassi, reti, quadri, specchi, tappezzerie, manufatti in ferro o in legno (termosifoni, porte, balaustre). CHIAMA IL NUMERO VERDE DELL’ASIA 800 16 10 10 Per tutto ciò che non riesci a riciclare esistono adesso le isole ecologiche (Colli Aminei, via Saveri Gatto e Ponticelli, via Emilio Salgari). ECCO COSA PUOI PORTARE:
vetro in lastre e damigiane, apparecchiature di illuminazione (faretti, neon, lampadine), pile usate e batterie, cellulari, farmaci scaduti, batterie auto, abiti dimessi, carta, cartone, multimateriale, cassette di plastica o legno, sfalci di potatura ( scarti di giardini, piante, fiori, erba), olio minerale (lubrificanti), toner per stampanti. [Meetup Napoli – www.meetupnapoli.org]

martedì 28 aprile 2009

UN TUTTOGRATIS NEL QUARTIERE

Un Tutto Gratis nel rione, questa l’ultima proposta fatta dalla rete Sanità. Un negozio che “non vende ma ridistribuisce ciò che può servire” … e prende in cambio “ciò che per il momento non è utile”. E’ la rivalutazione dello scambio, del superfluo e del vecchio. Quanta persone nel rione potrebbero aver bisogno di una televisione, di un ferro da stiri, di stampelle, di libri e magari di un computer un po’ più vecchiotto… con un buon caffé o the, un bel film o documentario, in un luogo dove il dono è più importante dell’economia. Associare di un “Saponaro”. Sì, la definizione va bene, ma con la caratteristica che questa volta il robavecchi insegna la reciprocità. Un negozio, una sala dove insieme ad uno specchio, a guanti, mensole, sedie e qualche vestito, si potrebbe infilare un libro, un vecchio disco in vinile, un lettore dvd, e se possibile, per concessa elargizione, anche un portatile HD.
Una miscela di vecchio nella modernità, attualità che prende spunto dal passato, o da un passato che ritorna e continui ad insegnare. Una stanza interna dove si può acquistare quanceh prodotto equo e solidale, dove ci si può sedere e discutere, conoscersi e proporre. Insomma un negozio dove chi scambia dona all’altro il suo “usato” che ridiventa nuovo per qualcuno, un nuovo che si ricicla in alternativa, che non spreca, che fa capire che il superfluo non ha valore. Si può mangiare un dolce fatto in casa, conoscere e approfondire i prodotti biologici, assimilare maggiormente concetti come l’ateo compostaggio oppure la religione neomelodica. Un Tutto Gratis dove chi non può ha la possibilità di avere… se il “negozio” sarà aperto venite pure a portarci quello che non vi serve e cercate tra le mille cose che abbiamo: vi proponiamo uno scambio per il riciclo: portateci carta stracci e vi daremo libri.
N.B. Pare che un Macdonald voglia invadere piazza Sanità con i suoi panini fatti di squisita delizia alla mescalina.[+Blogger]

sabato 25 aprile 2009

GRAN CONO DEL VESUVIO

La domanda più frequente che mi e' stata posta la scorsa settimana e' stata : ma tu a pasquetta che fai? Visto che sono un abitante di Madonna dell'Arco ed ho difficoltà ad uscire dal mio paese per il grande pellegrinaggio, ho sempre visto quella giornata come momento di "fuga" dalla festa. Volevo andare al mare o al massimo fare un escursione in montagna. Le previsioni meteorologiche sconsigliavano le gite all'aperto. Quindi lunedì mattina appena sveglio chiamo i miei amici e visto che il tempo era incerto ma non bruttissimo decidiamo di andare in un posto vicino e tranquillo. Meta scelta il Vesuvio. Si pranza a ristorante e dopo si decide per una visita al cratere. Siamo gli ultimi a staccare il tagliando d'ingresso pochi visitatori che ritornano dal percorso e vento per noi che saliamo in forte aumento. Arrivati in cima godiamo del paesaggio magnifico si vedono le fumarole ma il fortissimo vento affretta la nostra visita. Decidiamo di scendere, arrivati al varco congelati ci rimettiamo in macchina e scendiamo verso il mare. Tra un tornante e l'altro leggo il retro del ticket e mi accorgo che nel costo del biglietto di euro 6,5 è compreso l’accompagnamento obbligatorio da padre delle guide alpine e vulcanologhe autorizzate dalla regione Campania. Giro il biglietto e sul front c’è scritto: “gran cono del Vesuvio, visita guidata”. Ma noi non siamo stati accompagnati da nessuno, perchè paghiamo una visita guidata quando non c’è nessuno a guidarci? Vabbé, ma tanto noi non abbiamo bisogno di una guida visto che conosciamo più o meno tutto il circondario. Ma i turisti che leggono che la visita è obbligatoriamente guidata e poi arrivano al cratere da soli? sicuramente penseranno quello che abbiamo pensato noi: “la solita storianapoletana”. ”Ente Parco” per favore cambia i contenuti scritti sui ticket, e soprattutto vergognati, stai contribuendo anche tu alla “cattiva fama” della nostra splendida città, come sempre le istituzioni avanti e i cittadini … dietro [Lizard]